di DanielaTuscano

Oggi ricorre il 108° anniversario del genocidio armeno, terra dolente e antica detta “culla dell’umanità”. Ma è anche il suo contrario: culla e tomba. Quella armena ha rappresentato, infatti, la prima “soluzione finale” del Novecento, una prova tecnica di strage cui i nazisti si ispirarono per attuare la Shoah. E ancor oggi nominarne il calvario è tabù: in alcuni paesi si rischiano crisi diplomatiche senz’appello.

La tragedia dell’Armenia, che ha inaugurato il secolo più sanguinoso della storia umana e che, significativamente, viene ricordata il 24 aprile, riassume il senso di tutte le guerre passate e future: la lotta per il potere, strettamente legata all’antiumanesimo e al transumanesimo.

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