manziniPremio Campiello 1971, una poesia irrinunciabile e di sicuro involontaria.

La memoria di un padre vive come mai in nessun romanzo. Un vademecum su come tenere in vita una assenza, di come farla reggere in piedi. In piedi. Vi sfido a leggere questo romanzo e a comprarlo con altri aneddoti su carta che permettano di superare il dolore del lutto. Perdere un genitore è una esperienza di premorte, fredda, sfiancante, uno stillicidio emotivo che forse peggiora con l’accumulo.

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