La storia dell’arte femminista americana degli anni ’70 non è solo una storia di fratture, ma anche di continuità.

di Elena Bray

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Il concetto di autonomia dell’arte è figlio del nostro secolo. Non è facile decretare quando fu il suo inizio in campo teorico, né tantomeno in campo pratico, ma sicuramente assunse un’esistenza manifesta con la Dada art. Degli oggetti banali, quotidiani, venivano prelevati dalla realtà e sussunti dal regno dell’arte.

Qui ricevevano una sorta di battesimo (battesimo in quanto bastava dire “questa è un’opera d’arte”) e magicamente iniziavano ad appartenere a quella classe di oggetti di cui fa parte, per esempio, “Colazione sull’erba” di Manet (fatto assai strano se ci pensiamo, dato che percettivamente un’opera come “Fountain” è molto più vicina ad un orinatoio che a “Colazione sull’erba”.

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