Ci sono molti motivi per cantare o non cantare l’Inno di Mameli. Lo cantiamo perché lo sappiamo a memoria, perché tifiamo per la Nazionale azzurra (anche se non è stata ammessa ai Mondiali), perché lo cantano tutte e tutti e ci sentiamo in imbarazzo a non farlo

di Maria Pia Ercolini –

E non lo cantiamo perché, diciamolo, questo Michele Novaro che l’ha musicato non è proprio il Ludwig van Beethoven dell’Inno alla Gioia ora europeo, perché non ci ricordiamo molto di Scipio e del suo elmo, perché l’espressione “Stringiamci a coorte” suona piuttosto oscura in questo Paese in cui l’analfabetismo funzionale miete troppi allori, perché questi bimbi che «si chiaman Balilla» ci ricordano qualcosa di più recente del Risorgimento e che non ci piace.

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