Sappiamo che le donne nell’antica Grecia non potevano recitare e forse non sempre potevano assistere alle rappresentazioni. Ma da allora di acqua sotto i ponti ne è passata.

In età romana potevano recitare, cantare e ballare nei “Mimi”, spettacoli senza trama che rappresentavano la vita quotidiana negli aspetti più grotteschi. Ma le donne erano mal tollerate ed Ovidio scriveva che affollavano i teatri per “vedere e farsi vedere” e imbastire tresche amorose.

Ne Le satire di Giovenale leggiamo che le giovani donne andavano in estasi per mimi e danzatori e quando i teatri non avevano spettatori, s’improvvisavano attrici.

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