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FRANCOISE D'EAUBONNE

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Le sue esperienze personali insieme alla sua personalità ipersensibile resero critico il suo punto di vista sul mondo e la plasmarono rendendola una militante radicale e femminista. Già membro del partito comunista francese, nel 1971 fondò, insieme ad altri, il FHAR, il primo movimento rivoluzionario gay e lesbico francese. Françoise d'Eaubonne, nel suo libro del 1974, Le féminisme ou la mort, coniò il termine "ecofemminismo", nato dall'unione dei pensieri femminista ed ecologista. Per questa nuova filosofia, il comportamento di dominio e di oppressione sulle donne è lo stesso che contribuisce al disastro ambientale. Esiste cioè una stretta relazione fra le donne e l'ambiente, fra le violenze che subiscono le donne e le violenze sull'ambiente (ad opera dell'uomo) e viceversa il reciproco beneficio che traggono dalla buona salute e dal rispetto. L'ecofemminismo denuncia i rapporti di potere del patriarcato (sotto le sue diverse forme) che alienano le donne e i gruppo sociali di etnia o di classe non dominanti. La prospettiva femminista intende il rapporto con l'ambiente ben al di là dello sfruttamento di risorse o merci: tra tutti gli intenti, valorizza l'importanza sociale e il potenziale politico della vita quotidiana delle donne, del loro impegno socio-ambientale nel cuore della vita domestica come della vita pubblica.
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