listing detail

COSTRETTE A SANGUINARE

  • 1444.jpg
Siamo corpi con pochi diritti e tanti desideri. Rifiutiamo il dualismo tra sante e puttane, tra donne e uomini, tra italiane e straniere, tra moralismo e libertarismo, tra strumentalità e passione, tra vittime e carnefici, tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra noi e l’altro. Pensare per opposizione è pericoloso, perché porta a distinguere, a regolamentare, a disciplinare. Non sono “le donne” che devono ribellarsi, non sono “le italiane”, il punto non è “costrette a vendersi”, non è “decoro” e nemmeno “rivendicare la dignità”. Parliamo di condizioni sociali, politiche ed economiche. Di sfruttamento e di potere. Parliamo di precarietà. Rifiutare il dualismo non significa rifiutare le differenze, cancellare le sfumature, non prendere posizione. A noi le differenze piacciono, veniamo da percorsi diversi, andremo in direzioni diverse. Dalle differenze e solo da quelle nascono nuovi mondi. Rifiutare il dualismo significa, invece, essere capaci di riconoscere ed esplicitare l’ambiguità e complessità del reale.

Per lo spazio che le ambivalenze aprono.

Per le possibili sperimentazioni che ci stupiscono.

Per questo corpo vivo.
Rating
0 vote
Favoured:
0