VISITA-MAPPATURA
Giornata storica di mobilitazione mondiale per la Pace e, quindi, per il Clima, venerdì 25 marzo 2022: manifestazioni in numerose città in tutto il mondo; a Milano partenza dalle 9,30 in Piazza Cairoli. 



Questo 25 Marzo, dal #globalstrike per il clima e la Pace alla storica giornata internazionale di preghiera per la Pace promossa dal Papa, con la consacrazione a Maria della Russia e dell’Ucrainaè un giorno di immane sforzo collettivo di azione sulle direzioni che può prendere il mondo. Non perdiamolo, non sprechiamolo.

Dal 4 al 9 aprile, inoltre, settimana di mobilitazione non violenta; per assistere alla presentazione, venerdì 25/03 e 1/4 h18:00, questo > il link alla riunione zoom















Intanto, nel delirio generale l'unico che sembra guardare seriamente alla mediazione e alla diplomazia è il Papa; il quale, nell’incontro con le donne del “Centro femminile Italiano”, ha rivolto parole durissime contro la follia della guerra, condannando senza mezzi termini lo sconsiderato militarismo che sta dilagando: "mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2% del Pil per l'acquisto di armi come risposta a questo che sta accadendo, pazzi (..) Una vergogna l'aumento di spesa per le armi, serve un  modo diverso di intendere le relazioni internazionali: alla volontà di dominio non si risponde con altra violenza". Qui > le sue parole testuali.

Riguardo alla sovrapponibilità di temi quali la distruzione ecologica e la guerra, centrano il punto una vignetta di Biani e su twitter Alessandro Gassman, scrivendo: “Quasi tutti i conflitti in atto sul pianeta sono scatenati da conquista o difesa delle energie fossili, che potrebbero ora, con le tecnologie attuali, essere sostituite da energie rinnovabili. Transizione energetica significa indipendenza, rilancio economia, Pace”. Si, è così: la guerra - ora minacciata fino alla guerra finale - è l’ultima ratio degli stessi che hanno coltivato fino al punto di non ritorno, e coltivano ancora, la distruzione ambientale per il proprio profitto



Ma come uscire dall’impotenza in cui ci sentiamo caduti? Non ci si salva da soli, e  qualunque analisi incapace di riconoscere che siamo un solo organismo è obsoleta. E anche, ora, le organizzazioni che promuovono la Pace, la giustizia, la sopravvivenza stessa - da Emergency a Greenpeace con tutte le altre associazioni ambientaliste e per i diritti, devono superare l’arcaico metodo dei compartimenti stagni. La forza che muove verso il semplice concetto pace-in-Terra - per gli ecosistemi, per gli animali, per l’umanità - includendo finalmente, nell’umanità, anche le donne storicamente estromesse, ha necessariamente declinazioni articolate, ma tutte cruciali e interconnesse: pace, ambiente e clima, giustizia, femminismo, antirazzismo, antispecismo sono tutti parte essenziale della stessa azione. E l'ecofemminismo è forse l'unica visione oggi in grado di ricomprendere tutti questi concetti e obiettivi: come scrive Laura Cima, "l’ecofemminismo sembra ormai l’unica prospettiva politica possibile per salvarci e salvare la vita sulla terra"

Basta con le azioni su binari paralleli, incapaci di incontrarsi! Riconosciamo che ci troviamo tutti, e improvvisamente in modo ormai ineludibile, davanti a una svolta epocale; di fronte a questo bivio tutti i polverosi vizi dei particolarismi e dell’ignavia devono saltare. Siamo un unico sistema di anticorpi, in un solo organismo; e come tale ci dobbiamo comportare.  

E, se ci riconosciamo nei contenuti, cominciamo ad aderire ciascuno alle campagne di tutti gli altri, tutti.

In questo momento, ad esempio, dalla campagna di obiezione alla guerra del Movimento non-violento, a quella di Ultima generazione, per azioni urgenti per il clima.

25 marzo #globalstrike: registra il tuo evento > QUI




















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